Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 28 agosto 2017

I giorni senza nome

GF e Cig sono tornati belli come il sole. Anzi, con il sole: sulla pelle, nei sorrisi, un riflesso dentro agli occhi. Li ho abbracciati, ho sentito il rumore del mare.
E' sempre così: partono, non ho nostalgia; tornano, sono così felice che mi si confondono le emozioni, tanto da non riuscire più a nominarle una a una.
Adesso sì, le vacanze sono proprio finite. Iniziano i giorni senza nome, quelli che non sai mai come sistemare e molto diversi da quelli che seguono la fine della scuola e l'inizio delle vacanze. 
Giorni a passo impari: noi genitori riprendiamo il lavoro; i bambini che ritornano al mondo di sempre, in attesa che inizi la scuola. Per loro è una lunga stanza di decompressione: i colori dell'estate, il mare, gli amici, la regola del liberi tutti sfuma nella routine; per noi è routine secca, dal primo giorno, cosa da perdere il senno. Bisognerebbe ripartire, adesso, per sparigliare le carte e dirsi no guarda non è ancora il momento di tornare alle solite cose, alla cartella, ai temperini, al lavoro che molto velocemente si riprenderà tutto il suo spazio.
O magari questi giorni a loro, ai bambini, servono e dovrei smetterla di misurare tutto con la mia voglia di mare.
Cig è contento di essere tornato a casa sua, nella sua camera. La sindrome da rientro i bambini non sanno cosa sia, hanno un senso diverso del tempo, degli avvenimenti e sicuramente dei luoghi.
Casa è ovunque, un po' di più dove se oltre ai genitori, ci sono anche i giochi. Casa è un concetto ampio, rassicurante, bello, centrato: non pensano mai che vorrebbero vivere altrove. Un po' invidio Cig per questa cosa, è il segreto del vivere bene. Chissà quando è stato che mi sono dimenticata di questa cosa.
I bambini sanno cosa fare.
Nei giorni senza nome si ritrovano i compagni di scuola nel parchetto sottocasa. In realtà credo che i bambini tornino al parco come i funghi nel bosco: non ci vanno, rispuntano lì.
Si finiscono i compiti delle vacanze o si fanno tutti e di corsa anche. A cuor leggero però, senza ansia, che quella roba lì, l'ansia da compito è nostra, mica loro.
Si provano scarpe e pantaloni, non vanno più bene ed è subito "guarda quanto sono cresciuto" e non "uh mamma, ma quanti kg ho messo in vacanza?".
Si gioca di nuovo con i giochi di prima ed è confortante. Se qualcuno nel frattempo è sparito (3 scatoloni dalla stanza di CIG, per esattezza) non se ne accorgeranno, se Spiderman/Barbie/cosapreferita è rimasta al suo posto.
Sarà come non fossero mai andati via o come se non fossero ancora tornati, in questi giorni senza nome. Quelli che a me non piacciono neanche un po' e che loro sanno trasformare, rendendoli giorni belli, come gli altri.
E' una magia, di quelle che solo i bambini conoscono.


Detto ciò, se la scuola cominciasse prima di metà settembre non sarebbe così male. Che ne dite?

1 commento:

  1. Devo anche io far sparire qualche scatolone di giochi, ormai siamo ad un livello indecente. Un po' mi rincuore leggere che non siamo i soli. Qui domani si ricomincia, con scuola nuova... incrociamo le dita va!

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