Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 19 febbraio 2016

Smartworking

Ieri a Milano è stata la giornata del #LavoroAgile, cioè la sperimentazione, almeno per un giorno, della possibilità di lavorare da un luogo diverso dal proprio ufficio.
Si può lavorare da un luogo a scelta e naturalmente anche da casa.
Cioè, per un giorno, si è applicato lo smartworking, introdotto dalla recente legge di stabilità.
A differenza del vecchio telelavoro, che aveva vincoli precisi di presenza a una data postazione di lavoro, il nuovo lavoro dislocato è appunto smart, intelligente, flessibile e nelle intenzioni utile un po' a tutti.

E' un contratto che si basa su un accordo bilaterale, cioè sia l'azienda sia il lavoratore devono essere d'accordo e firmare un contratto in tal senso che stabilirà le regole, che possono variare leggermente da azienda ad azienda. La base uguale per tutti è quella di legge e cioè:
- Lo smartworking non può superare il 50% del totale orario di lavoro
- Il trattamento economico resta assolutamente invariato
- La misurazione della performance, diciamo così, si basa sui risultati e saranno i risultati ad essere oggetto di valutazione.

Detto ciò. Io ieri ero a casa, ho lavorato dal soggiorno. E' stata una giornata particolarmente produttiva e positiva. Ho fatto tutto ciò che avevo in agenda e mi sono portata avanti su un paio di cose. Ho fatto andare la lavatrice, pranzato meglio che in qualunque ristoro intorno all'ufficio, goduto del silenzio circostante e di una concentrazione come non ho quasi mai in ufficio.
La cosa più bella comunque è che sono andata a prendere Cig all'asilo, per la seconda volta in 3 anni.
Per lui una grande sorpresa, per me un'emozione. Non finiva più di abbracciarmi e di darmi baci, di portarmi in giro per la scuola dicendo a tutti oggi c'è la mia mamma.
Non è poco esserci.
Siamo tornati a casa mano nella mano, gli ho spiegato che dovevo lavorare ancora un po' e lui è stato molto comprensivo, giocando tranquillo in camera sua.
Credo che aderirò al progetto pilota che la mia azienda propone: 4 giorni smart al mese, anche cumulabili.
Voglio capire meglio se questo tipo di gestione del tempo fa al caso mio o se, passato il primo entusiasmo, verrà fuori la parte procrastinatrice di me.
Voglio osservare se è proprio la vita ad avere più respiro in questa modalità e non piuttosto il contrario, cioè il lavoro che si prende spazio e ti obbliga a dedicargli più ore, tanto sei comoda chetticosta. Perchè un po' questo rischio c'è: ieri ho acceso il pc un'ora prima del solito e l'ho spento più tardi. Il che non significa un granchè, ma che le prime mail della giornata siano partite prima del solito sì, è andata così.
Però l'opportunità è davvero interessante e ci voglio provare.
Per andare ancora a prendere Cig all'asilo.
Per approfittare della pausa pranzo per fare la spesa o mettermi lo smalto.
Per stendere il bucato quando la lavatrice finisce e non 6 ore dopo.
Per non essere sempre costretta a correre se c'è una visita medica da fare o un documento da portare
Cose così. Che sembrano piccole e invece sono importanti.
Il tempo, se ben organizzato, si dilata e noi viviamo di più. E meglio.

Chi sta già lavorando smart?  come vi trovate? :) 



Nessun commento:

Posta un commento

Quattro chiacchiere fanno solo bene, accomodati :)