Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 19 ottobre 2017

Mamma vecchia fa buon brodo

Mamme over 40 con figli ancora piccoli, primapare tardone a me.
Qualche giorno fa Cig giocava con un suo compagno di scuola, io ero poco distante.

"E' la tua mamma lei?" e mi indica
"Certo, è la mia mamma"
"Ma così vecchia?"

Lo so, non è bello, ma io quel bambino l'avrei mandato a far compagnia a Hansel e Gretel, nella casa di marzapane, seduto sulle ginocchia della strega cattiva.

"Ha 129 anni ed è un supereroe" ha risposto Cig. La storia dei 129 anni è perchè mi piace dare a Cig un'idea del tutto relativa, fantasiosa e fuori scala, dell'età. Sulla questione supereroe, beh quello è vero. 
Non è la prima volta che fanno notare a Cig che sono fuori età per essere una mamma standard e poichè ho anche altre caratteristiche che mi pongono lontanissima dall'immagine classica di mamma, a volte mi preoccupo per lui.
In realtà quando capita che chiedano come mai la tua mamma è più vecchia o come mai la tua mamma non ha i capelli, Cig e io ci facciamo una risata. Spiegare le età può essere semplice, meno magari spiegare le malattie e le cose che nella vita si incontrano e lasciano il segno.
Consiglio l'ironia, è l'unica arma invincibile che conosco.
Oltre alla casa di marzapane.
Se funziona ve lo dirò tra qualche tempo.
Adesso però raccontatemi che capita anche a voi e che avete armi invicibili da condividere. Altrimenti mi sento vecchia.

venerdì 13 ottobre 2017

Le stagioni dei bambini


​Davanti alla finestra della nostra camera da letto c'è una quercia molto alta. Abitiamo al terzo piano, la quercia si affaccia frondosa sul nostro balconcino, ci supera, credo arrivi almeno al quinto.
Parliamo spesso la quercia e io. Non è proprio una chiacchierata, è più un'amicizia nata negli anni, di poche parole, molti silenzi, profonda. 

Ah, voi non parlate con le piante? Cig e io ringraziamo spesso gli alberi, credo faccia bene a tutti e male che vada impariamo che gli alberi ci sono, che non sono solo arredo urbano.
Con la quercia questo è il lungo periodo dei saluti. Le sue foglie si fanno gialle e poi rosse, quindi giravoltano nell'aria e vanno giù. E' un momento intenso, che amo molto.
 
L'autunno a me mette allegria, è la stagione che più di tutte mi da certezza che tutto cambia, evolve, cresce, si trasforma. 

Mi dice, l'autunno, che niente di tutto ciò avviene da un momento all'altro e che sempre, fortunatamente, c'è di mezzo un inverno per prepararsi, per decidere dove estendere i nuovi rami, da che parte andare. C'è bisogno dell'inverno per accorgersi che se incontriamo un muro possiamo girarci intorno o cambiare direzione; per lamentarsi del freddo e poi stiracchiare nuove foglie al sole di primavera; per dare un senso alla prova costume e anche alla polenta, ci vuole sempre un inverno.
Io che sono per l'elogio della lentezza mi sento davvero rinfrancata. Ci vuole tempo e ci vuole accorgersi del tempo.

Allora com'è che Cig mi sembra cresciuto all'improvviso? 
Chi è quel ragazzino che gira per casa?
Che stagioni hanno i bambini?

martedì 10 ottobre 2017

Bambini magici


​Avete notato anche voi che i bambini, quelli più piccoli in particolare, sanno leggere nei vostri pensieri?
Con Cig capita spesso e poichè sta crescendo e questo dono svanirà tra i mille condizionamenti della vita, mi sto prendendo tempo per capire, alimentare, cercare di disperdere il meno possibile questo legame, forte e magico.
Cig sa molte cose e le dice all'improvviso, nei (rari) momenti di silenzio.
Se ne esce con "Dobbiamo andare a vivere la mare" che è il mio pensiero più frequente, magari mentre è seduto sul carrello del supermercato. Un attimo dopo si sta lanciando verso un pacco di focaccia e del mare non si ricorda più.
Può, in un momento qualunque, informarci che abbiamo bisogno di una casa più grande, e poi torna a far volare spiderman dal divano al tavolo.
Poi sono piccole cose, tipo leggere uno stato d'animo, vedere minuscole cose che in futuro andranno diversamente, immaginare con un'apertura che non è più del nostro mondo.
A volte non è neanche necessario che dica, io lo so cha ha capito molto più di quello che ho detto o lasciato intendere dalla mia espressione. Lo capisco dalla mano che si stringe più forte, dall'urgenza di abbracciarci, da un lungo sguardo.
Piccole cose che lo attraversano e che ci regala, indicazioni estemporanee su possibili soluzioni.
Questa cosa la perderà. In mezzo ai pensieri, alle cose da fare, alla fretta di crescere. So già che mi mancherà e so anche che raccontandogli di questo tempo non capirà e non ricorderà.
Cerco un modo per conservare la magia, piccoli incantesimi, formule magiche.

lunedì 2 ottobre 2017

I nonni sono un cielo stellato

Immagine da Google
E' una festa recente quella dei nonni, si festeggia dal 2005.
E' una festa informale, di quelle che non richiedono neppure il dresscode o un rsvp.
In altri Paesi, come gli Stati Uniti, si festeggia da più tempo e in un altro periodo dell'anno.
In Italia è il 2 ottobre che è anche una ricorrenza cattolica, la festa dell'angelo custode, ricorrenza che ha avuto alterne vicende dal 1400 ad oggi, ma tant'è.
E' una festa a cui non ho mai fatto caso e la lasciavo in un fine settimana di ottobre qualunque. Invece è proprio il 2 e quest'anno è proprio di lunedì, utile per tutti quelli che vogliono dare un chiaro messaggio ai nostri anziani: festeggiate di lunedì, voi che avete tutta la settimana libera e non imballate i nostri fine settimana.
Certo, di lunedì la festa sarà ben poca cosa, a meno che non si organizzi un afterhour.
Certo, essendo i nonni il pilastro portante del welfare nazionale, si potrebbe indire una festa vera e propria, anzichè restare sul vago e sull'informale.
Noi i nonni li viviamo pochissimo, vuoi per distanza, in un caso, vuoi per mancanza di vocazione, nell'altro. Siamo una famiglia snonnata, di quelle in cui il fai da te regna sovrano, dove non c'è un attimo senza pargolo al seguito, dove ti verrebbe voglia di farti adottare da un paio di nonni vicini e con la giusta attitudine.
Quindi non ho idea, se non per sentito dire, del peso specifico dei nonni in una famiglia.

Sono importanti i nonni nella vostra gestione? 
Ma soprattutto, erano già così disponibili prima dei nipoti o si sono trasformati che neppure un pokemon che evolve?

Nel caso dei miei genitori non ci sono state sorprese: hanno la filosofia del "bisogna essere indipendenti" che spesso viene riassunto in "arrangiatevi", meno diplomatico, ma decisamente efficace.
Sono i nonni novilunio, ci sono, ma non li vedi, stanno con la faccia illuminata a guardare altro.
So di nonni cometa: illuminano il cammino, ti guidano nella giusta direzione.
Nonni plenilunio che ti incantano di dolcezza, che sanno dar luce anche alla notte.
Nonni stella del nord, punto di riferimento indispensabile per orientarsi nella vita.
Nonni solleone, energici, pieni di vita e inziativa
Nonni angeli custode, che non ci sono più fisicamente, eppure li hai accanto.
Nonni stella cadente, sono lì per realizzare i tuoi desideri.
Nonni costellazione, che determinano il tuo destino, un filino invadenti forse.
Nonni Nebulosa planetaria, farebbero tanto di più, se non fossero così in là con gli anni.
Nonni satellite: ruotano intorno a voi e se voi non ci foste precipiterebbero nello spazio infinito

I nonni sono il cielo stellato, a cui guardare per indovinare il nostro passato. Per loro i nipoti sono le stelle nuove, in cui guardare stupiti ciò che sarà.
Auguri nonni <3 nbsp="" p="">

venerdì 29 settembre 2017

Smartworking - le giornate flessibili

Quattro giorni al mese posso lavorare da casa.
Smartworking, cioè quell'accordo tra lavoratore e azienda (è bilaterale) che permette una nuova flessibilità all'interno dell'orario di lavoro.
Quattro giorni non sono molti, ma sono salvifici in caso di emergenza o di incastri che non si incastrano in alcune giornate, per cui meglio gestirli dal tavolo di cucina.
Non utilizzo spesso questa possibilità, il che non mi rende onore, ma quando capita la giornata smart prende una piega surreale.

Mangio troppo. Consiglio le giornate a casa solo a frigo vuoto e che non vi venga in mente di infornare torte tra una telefonata e una mail, perchè è un pensiero criminale. Una buona ricetta di torta, veloce, comunque, la trovate qui

Tuta e infradito. Provate voi a restare seri vestiti così, mentre parlate con la responsabile dell'universo moda e galassie correlate che proprio nel vostro giorno smart vuole sentirvi in call. Provo a non pensarci, non la visualizzo nei suoi abiti che costano più di casa mia, ma mica sempre funziona. Cerco allora di rendere elegante almeno la voce, sempre che non stia masticando le guarnizioni del frigo vuoto o assaggiando la torta di cui sopra.

Doppio lavoro. Se sono al telefono posso benissimo stendere il bucato, rifare i letti, passare lo swiffer, raccogliere giochi, riordinare. E' fondamentale, ai fini professionali della telefonata, non farsi mai scappare frasi tipo "Azz mi è caduto Ironman" o "C'è skifidol ovunque bleaaah". A ben vedere in ufficio non mi viene richiesto il servizio pulizie e quindi questa cosa smart non mi sembra così vantaggiosa, in fondo.

Troppi caffè. Sai com'è, a casa è molto più buono. A sera dirò, con la tachicardia, che il lavoro mi stressa troppo, insomma, non posso andare avanti così. Poi conto le cialde, mi taccio e passo la notte con gli occhi da gufo a scrutare nel buio.

Il gatto. Alcune mail le manda lui.

La rete. In casa è parecchio ingarbugliata. Il decoder tv blocca il mio accesso a Internet, la ps4 lancia call of duty e scatena guerre sul wi-fi. Il mio pc è sensibile, sente tutto e si pianta. Mi devo ricordare di spegnere ogni altro coso in rete, per lavorare da casa. Ciò che non immaginavo è che anche la soundbar della tv è in rete, che il telefono va in wi-fi e quindi l'ultima telefonata era in dolby surround.

Il lato positivo dello smart working. Lavoro meglio, di più e più serenamente. Retorica della perfetta impiegata a parte, la vera grande bellezza è che riesco ad andare a scuola a prendere Cig.
Non posso farlo, normalmente.
In smartworking sì e quella corsa a braccia aperte, in planata verso le mie, quel bacio per merenda e quel "Ehi, oggi c'è la mia mamma" detto ai suoi compagni di scuola, mi fa dimenticare perfino il frigo vuoto :)