Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 12 gennaio 2018

Mi regalo un compleanno lungo un anno.

La prima scocciatura di ogni anno nuovo è il compleanno, il mio.
Che è praticamente qui e mi ricorda di mantenere un profilo basso, di considerare l'utilizzo ANCHE di una crema notte potentemente antirughe, rigenerante e miracolosa, di non esagerare in genarale in tutto, di pianificare attentamente il mio futuro preservamento, perchè da qui in poi ciao bella.
Quest'anno sono 49, ve lo dico con il magone tra i tasti. Lo so, non compiere più gli anni è decisamente peggio, ma santapazienza come ci sono arrivata fin qui?
Faccio il gioco del "se fossi ..." per capire meglio,  poi concludo che se fossi gnocca sarebbe tutto diverso, se fossi ricca non ne parliamo proprio, ma in ogni caso sempre 49 sarebbero. E il conto non mi torna, proprio no. Voglio dire a 49 anni mia madre aveva due figlie all'Università, fuori casa, aveva un talleur e un paio di tacchi per ogni occasione e mai si sarebbe sognata di infilare jeans a sneaker. Era una signora, che faceva cose da signora. 
Io no, ho anche le sneakers a fiori, per questo non posso davvero avere 49 anni. 
Ci deve essere un errore.
Dev'essere che sono una perennial, cioè della generazione trasversale: lascia stare l'età, io sono ciò che mi interessa, sono tech, geek, freak a volte, sono il mondo che mi circonda, gli amici di tutte le età che ho, ho la mia visione globale e il mio personalissimo panico, ho fiducia in me stessa, soprattutto se sto bevendo un buon rosso, corposo. 
Ecco forse da trasversale va meglio, anche se di traverso, di profilo, si nota di più il lieve cedimento del mento e degli zigomi. 
Sono frontalmente trasversale, ecco.
Comunque sia, 49 sono e 49 restano.
Avrei voluto fare una gran festa, ai 49 proprio, che ai 50 sono buoni tutti. Poi però arrivo sempre lunga sulle mie pensate, sogno molto più in grande e velocemente di ciò che riesco a fare. 
Ho comunque un piano B: festeggerò tutti i giorni un po', fino al prossimo compleanno. 
Per i 49 mi regalo un compleanno lungo un anno.
Ho un anno di tempo per salutare il decennio dei 40, entrare nei 50, in menopausa e in una taglia a scelta divertita, strapazzata e non da presa male.
Siete tutti invitati:venire solo se davvero motivati e soprattutto se seriamente perditempo.



mercoledì 3 gennaio 2018

Ti auguro meraviglia

Caro Cig,
un nuovo anno è appena iniziato, è come avere un quaderno nuovo su cui scrivere ciò che vuoi, una matita con la punta affilata pronta a disegnare nuove strade, colori da mischiare tra loro per crearne uno irripetibile e unico, il mare tutto per te.
Tu che hai 6 anni-quasi7 (come sottolinei sempre), hai ancora un'idea vaga del tempo che scorre, dell'avvincendarsi delle stagioni, degli anni che si chiudono. E' giusto così, anzi sto cercando di ricordarmi come si fa a dimenticarsi il tempo, credo sia molto più interessante viverlo come fai tu: una bella linea dritta che corre verso cose nuove, ancora tutte da fare. Visto da lì, dai tuoi 127cm e 81 mesi, un anno nuovo o vecchio non fanno la differenza. Visto da me, che non ho molti cm in più, ma parecchi mesi sì, è una cosa antipatica. Vorrei fermare il mio tempo, per godermi meglio il tuo, per ricordarmi com'è vedere l'orizzonte aperto e convincermi ancora che le stelle posso contarle tutte, se mi va.
Caro Cig, non sai ancora cosa sia un buon proposito per il nuovo anno,  non fai bilanci, hai ricordi che puoi ancora annusare tanto sono vicini, hai un coniglietto che dorme con te dal primo giorno e ancora non si è disintegrato, non sai neanche quanto tutto ciò sia meraviglioso e anche questo non sapere è una scintilla di meraviglia.
E meraviglia è l'unico augurio che ti faccio per questo nuovo anno e per i prossimi a venire, finchè non sarai tu a dare un significato al tuo tempo che passa.
Meravigliati dei tuoi infiniti desideri, della tua capacità di parlare sempre, di saltare e giocare fino a un secondo prima di crollare addormentato. Stupisciti ogni momento, in ogni numero che scopri ed è vero che sono infiniti perchè puoi sempre aggiungere 1; commuoviti davanti ai film, incazzati con i giochi difficili, ridi di quelli buffi, piangi dietro la poltrona se le cose non vanno come dici tu, decidi pure di non mangiare se quello che trovi a tavola non ti piace, desidera di diventare uno scienzato, cintura nera di judo, campione mondiale di rugby e di fare un viaggio nello spazio, "ma con te mamma, che da solo mi sa che ho paura". 
Io e papà teniamo il timone dritto pesciolino, per evitarti le reti. Dovremo essere attenti e veloci, questo è certo, per lasciarti tutto il mare che vuoi, perchè tu possa sceglierti la rotta senza finire tonno in scatola. Di quelli, a tranci e sott'olio, tronfi nella loro scatoletta piccola e di poco conto, ma che per loro è il mondo intero luccicante, ne incontrerai tanti. Incredibilmente avrai a che fare con altri pesciolini che altro non sognano se non di entrare nel magico mondo delle scatolette. Fai attenzione. Una scatola, anche se sembra bella, non è il mare. Di questo non preoccuparti adesso, osserva bene però, impara a nuotare più lontano che puoi senza dimenticare dov'è la corrente giusta per tornare a casa tua. Che è un luogo, certo, quello dove ci sono io che ti dico di mettere in ordine e dove c'è papà che gioca con te; ma è anche un'idea che ti piace e ti fa sentire proprio bene. Casa è ogni cosa di te che ti fa stare bene o un luogo che ti regala gioia, pace, sogni a profusione. Ognuno ha una casa: pensa che casa mia è un posto in riva al mare dove una casa non ce l'ho neanche. Casa mia sono anche le parole che scrivo, le storie in cui mi perdo. 
Non avere dubbi, pesciolino, avrai anche tu luoghi e pensieri che chiamerai casa. A volte penserai che le persone che ami siano casa, più spesso dovrai ricrederti e non sarà piacevole. Sarà come muri che crollano, soffitti che si spezzano. Ma sai una cosa? Se crollano i muri e si spezzano i soffitti torni a rivedere le stelle.
Ti auguro di nuotare allegro pesciolino, al tuo ritmo e con la tua curiosità, per tutto l'anno nuovo. 
Un anno nuovo è questo, Cig: un mare tutto per te. Auguri <3 


venerdì 22 dicembre 2017

E' Natale (ce l'abbiamo fatta)

Dai che ci siamo :)
E' Natale, auguri auguri auguri.
E' Natale, da oggi pomeriggio in poi mi trasferisco al supermercato, per poi andare in vacanza in cucina e convolare, infine, giusta unione con vari attrezzi di pulizia.
E' Natale. Ho un regalo per tutti, ma non li ho ancora incartati.
Ho amici che voglio sentire, abbracci che vorrei recapitare, sorrisi da sorridere senza fretta.
E' Natale, non mi sento più buona, ma perchè buonissima lo sono già ;)
E' Natale e non ho capito niente dei regali che aspetta Cig, confido molto su GF.
E' Natale e fa freddo, una nevicata a questo punto sarebbe davvero suggestiva
E' Natale e non abbiamo un piano, un viaggio, un progetto, se non quello di stare insieme, possibilmente senza corse, altri impegni se non quello di perdere tempo.
E' Natale e dura un paio di giorni, ma è tanta roba.

A tutti tantissimi auguri, che siano due giorni di vera magia, comunque la desideriate e ve la immaginiate.

lunedì 18 dicembre 2017

Un trucco per sopravvivere alle recite




In ritardissimo su tutta la linea.
Non abbiamo ancora addobbato casa, niente, neppure l'albero. Gigi il gatto stamattina guardava perplesso l'albero spoglio e non ha mancato di esplorare ogni scatola e sacchetto di addobbi, come a voler rendersi utile.
Quest'anno va così, destrutturati, affannati, poco natalizi.
So però che qualcosa cambierà questo pomeriggio.
La recita.
I gospel, in chiesa.
Tutti i bambini in tunica rossa e oro. Oh happy days.
E lo so che poi vorrò tornare a casa presto, prestissimo, subito, a fare l'albero, a distribuire stelle e statuine in giro per casa, deglutendo commozione, che non è mai solo per Cig, ma per tutti i bambini.
So anche che la recita non viene mai come ce la immaginiamo, che ha risvolti horror, che può tramortiti in un solo LA LA LA stonatissimo, ma forse il trucco è non avere aspettative e godersi l'emozione di tutti, soprattutto quella dei bambini.
Sembrava un uccellino impaziente oggi Cig, ha svolazzato fino all'ingresso di scuola raccomandandomi di non fare tardi oggi, di guardarlo bene e di fare gli applausi.
Una cosa he ho imparato da mamma è che l'empatia ha vita propria: non sempre riesco a essere empatica, con Cig non riesco quasi mai a non esserlo. E a volte non vorrei, perchè le emozioni bambine sono un tumulto, un mare agitato, una corrente forte che non sai dove ti porta e finisco spiaggiata in luoghi sempre nuovi.
Ecco, il trucco per godersi le recite di Natale, anche quelle horror, è lasciarsi andare, seguire l'onda, pensarsi bambini.
Poi correre a casa a fare l'albero, che è tardissimo :) 

lunedì 11 dicembre 2017

La magia ha bisogno del tempo giusto



Io lo so. So che voi che siete tanto più attente di me avete già addobbato casa, trasformandola nella casa degli elfi. Lo so che avete luminarie colorate, che se avete un fuori avete decorato anche quello.
Avete fatto il vostro calendario dell'Avvento, state già pensando al menù e, naturalmente, siete già a molto più che buon punto con regali e pacchetti.
Anche i bambini si sono già calati nell'atmosfera, scritto lettere e sono decisamente più buoni, vedi mai che Babbo Natale li stia osservando.
Qui niente.
Non c'è l'albero, non ci sono decorazioni, non c'è il mood. Non ancora, arriverà, pioverà dal cielo come il meteorite della pubblicità e mi incenerirà, lo so.
Sono quella dell'albero tardivo, del Natale arriva sì, ma solo un attimo prima del 25 dicembre, che spera, ogni anno, caparbiamente, che l'albero salga da solo dalla cantina e, intonando canti natalizi, si addobbi da solo. ​
Sono quella che i regali o li compra ad agosto e poi non si ricorda più dove li ha messi, o li compra il 24 dicembre e arriva a cena stravolta e neppure troppo soddisfatta.
Eppure Natale mi piace eh, non è ostilità la mia. E' più attendere una vera magia, è più interiorizzare il tutto e quindi esprimere, la gioia e l'attesa. Sia ben chiaro che per me Babbo Natale esiste e proprio perchè questo lo so bene trovo indelicato che si cominci a parlare di lui a novembre, subito dopo Halloween. Che lo so come andrà a finire prima o poi: il tempo si appiattirà così tanto che Babbo non avrà più la slitta e le renne, ma arriverà dentro una zucca, lanciando caramelle e boffonchiando un: ooh oh oh, dolcetto o scherzetto?
Allora sì, sarà strano avere un Babbo che fa gli scherzi e una Befana che vola con le renne, le quali saranno vestite da principessa o da Minion, perchè un attimo dopo è carnevale.
La magia ha bisogno del tempo giusto, la magia è una musica che suona dentro, perfetta. Ognuno la sente a modo proprio, nel momento giusto, che non è mai un momento di marketing. Soprattutto il Natale ha una musica tutta sua. Passa dalle recite stonate di scuola, al suono delle risate mentre si addobba l'albero, la musica si dondola nel cielo bigio e freddo dicembre, si sviluppa tra mille lucine alle finestre, è in casa, come una melodia leggera, morbida, buona. La Magia sa di dolci, di zenzero, di maglie pesanti, di abbracci e desideri che si accendono all'improvviso, come una luminaria colorata.
La magia è una letterina lasciata sul tavolo, passerà l'elfo a prenderla, una di queste sere.
Per l'albero ho bisogno di sentire questa musica, di non stonare.
Manca poco.
Santa Claus is coming to town.