Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 15 settembre 2017

Il mercatino dei giochi


(Pessima idea, ndr) 



​Ecco ci siamo.
Ho provato a scongiurarlo in tutti i modi, ho nicchiato, sviato, ma niente: domenica avremo la nostra bancarella improvvisata al mercatino cittadino, quello kitsch e caotico tipico delle feste patronali.
L'idea è di Cig: vendiamo i giocattoli che non uso più.
Il rinforzo è di papà: ciò che guadagni puoi usarlo per giochi nuovi.
Io ho fatto finta di niente, per un tempo lunghissimo.
Poi si sono aggiunte le cugine di Cig: si dai, anche noi.
Mia sorella: ma dai che bello, sì.
In tanto entusiasmo ho mantenuto il mio aplomb di mamma "cazzodite?", ma poi finiscono i pretesti e sono qui che cerco disperatamente un tavolo pieghevole da poter usare domenica come bancarella.

Ciò che venderemo:
- giochi in ottimo stato a prezzo simbolico.

ll prezzo simbolico è ancora da definire e domani sarà il giorno del listino prezzi; dell'insegna, affidata alle cugine; dell'attrezzatura per sopravvivenza: un giorno intero per strada, con tempo incerto, richiede gestione attenta dell'abbigliamento, dell'alimentazione, della santa pazienza che mi servirà molto.
Che poi, cos'è esattamente un  prezzo simbolico?
Cig con questo mercatino mi porta lontanissimo dalla mia confort zone, non riesco a immaginare l'esito di tutto ciò.
Ieri sera pensavo a come sarebbe andata se da bambina avessi chiesto a mia madre una cosa del genere. Probabilmente sentirei ancora l'eco della sua risata e comunque sarei cresciuta in un qualche rigidissimo collegio.
Io ho solo il terrore che gli piaccia e che voglia farne altri di mercatini.
Mi immagino già nelle nebbie padane, certe domeniche invernali, io e il Furby  - me lo porterò perchè parla tanto, a sproposito e all'improvviso, insomma tiene svegli - abbandonati al nostro destino di ambulanti.
Immagino Cig che raggiante conta monete e pianifica già la prossima trasferta, il nuovo mercato: da casa, al caldo e comodo, che lo so che non starà con me a fare il venditore, non più di 10 minuti insomma.
In Furby I trust.
Pensatemi domenica.
Dovrò anche dare il resto giusto, non so se rendo l'idea del guaio in cui mi sono cacciata.
Seguitemi su Instagram, sarà la prova che sono ancora in vita (@lawising)
Seguitemi, pensatemi e poi portatemi un thermos di caffè, grazie.
Vi aspetto fiduciosa.





giovedì 14 settembre 2017

Senza miti e senza ragione

Quest'estate abbiamo letto un libro di fiabe e leggende dei miti greci.
E' una lettura abbastanza impegnativa perchè ogni mito, anche reso in formato bambino, ha molta violenza, prepotenza, inganno.
Spesso Cig interrompeva la lettura con un "Ma non è giusto così" o brontolava su come Eracle l'avesse vinta sulle sue fatiche con molti trucchetti, mai con un gioco leale.
E' però una lettura utile, aiuta a prepararli a temi ben più truci e ben più attuali, perchè da quei miti a oggi non solo le cose non sono migliorate, non hanno neppure più la giustificazione della bizzarria di un dio o una dea di malumore.
Di quello che anticamente si usava come iperbole, come simbolo, oggi ne abbiamo fatto realtà. In alcuni casi, come rapimenti, uccisioni, sparizioni misteriose di donne, ne abbiamo fatto neologismo, quotidianità, orrore ricorrente.
Senza più la favola dietro.
Senza più niente di fantastico, ultraterreno, mitico.
Me lo chiedo spesso come spiegherò a Cig che ci sono amori malati, come la favola più finire con un omicidio, anzichè in un languido addio o un vissero tutti felici contenti di ordinanza.
O che ci sono istinti indomabili e che niente può l'umana ragionevolezza contro di loro, a quanto pare.
Siamo senza miti e senza ragione. 


mercoledì 13 settembre 2017

Conto fino a 3!


​E' iniziata la scuola ed è iniziata di slancio, con un sorriso grande così e ali spiegate verso il cancello aperto, con baci affidati alla quella mano un po' più grande e lanciati in un soffio oltre il cortile e verso di me.
Un pochino, appena un cenno, mi commuovo ogni mattina.
Tenerezza che evapora all'istante quando dobbiamo fare i compiti, quando l'astuccio torna a casa vuoto, o la copertina tranciata in due dalla forbice o cose così. E' molto più probabile che lui impari ad essere più attento e ordinato che io più paziente. Altrimenti faremo scintille per tutta la scuola, finchè diploma non ci separi.
Sono poche le cose che mi fanno perdere le staffe, ma sono letali per il mio equilibrio e per la serenità famigliare.

Ora di andare a dormire. E' uno sfinimento di no, di adesso arrivo, di ancora un po'. Quando finalmente varca la porta del bagno per le operazioni pigiama, ogni azione è intervallata da altro da fare. Ci spogliamo, poi deve fare un giro per casa. Ci infialiamo il pigiama e deve andare a bere. Prepariamo lo spazzolino da denti e deve andare in camera a cercare un gioco. Solitamente finisce con un mio sibilante "conto fino a 3": magicamente al 2 ho tutta la sua attenzione. Il che è strano perchè non sono mai arrivata a 3 e mai è successo niente dopo il 3. Ma finchè funziona ...

Ora di uscire di casa. vedi sopra, ma con lancio di vestiti, scarpe e cartella tipo componenti di IronMan. Per poi accorgersi appena fuori dal cancello di casa che manca qualcosa, si torna indietro e si ricomincia da capo. A noi gli Avengers ci spicciano casa.

Compiti. Non me la sento di dirvelo. Ciò che compiti tirano fuori da me è qualcosa che mai avevo conosciuto. Niente di buono, comunque.

Astuccio&Co. Cosa succeda all'interno della cartella di un bambino delle elementari non è chiaro. Personalmente sono convinta sia una porta spazio temporale. Le cose entrano, ma poi escono e vanno in un altrove a noi sconosciuto. Credo raggiungano i calzini spaiati.

Forbici. Ciò che un bambino riesce a fare con un paio di forbicine a punta arrotondata e, in teoria, buone solo a tagliare la carta, ha dell'incredibile. Ho jeans, tute, magliette personalizzate. Ho copertine di quaderno disintegrate, ho avuto ciocche di capelli in dono, ho visto potare platani. Io con le stesse forbici non riesco a tagliare un foglio. Le mani dei bambini sono magiche, o le forbici mutano.

Metti in ordine! Ma mamma, devo fare tutto io in questa casa?

GF mi ricorda sempre che è solo un bambino, di non arrabbiarmi.
Io respiro, tanto, profondamente. 
Spero di entrare in trance.


giovedì 7 settembre 2017

Sarò sempre un cuscino


​Facebook ogni mattina mi ripropone un ricordo: foto di qualche anno fa, solitamente di mare, tramonti, spazi aperti che sono le cose che amo tanto. Non li condivido mai, sono momenti passati.
Stamattina non avevo ancora finito il mio caffè, ho aperto FB e ho trovato questa foto, proprio quella che si vede in alto.
Mi ricordo benissimo quando è stata fatta, non è questo, mi ricordavo meno di quanto abbia portato in braccio Cig.
Addosso, appoggiato, a volte legato in una fascia, infilato in uno di quei cosi porta bimbi, sempre addosso, vicino, in braccio, a contatto. Anche in casa, anche quando non era strettamente necessario. Nel mio essere una madre poco materna, sono un'ottima portatrice di bambini. Ci provo tutt'ora, ma sono cambiate le proporzioni, gli incastri, i pesi: adesso ci sediamo insieme sulla stessa poltrona è lei che ci abbraccia entrambe. La poltrona è il nostro luogo, come prima erano le mie spalle. Guardiamo insieme la tv (superata Peppa, Masha e affini ci sono cose più divertenti da guardare insieme) o ci avventuriamo in qualche conversazione surreale. Cig sa iniziare un discorso da un punto qualunque del filo logico, di punto in bianco, e io gli vado dietro. Parliamo di niente con mille parole, ridiamo di niente, ma sempre a crepapelle.
Stamattina guardando la foto pensavo che è cambiato tutto nella forma e niente nella sostanza. Credo porterò Cig sempre, anche quando avrò le spalle più strette e appena curve, quando sulla poltrona in due non ci staremo più, anche quando quella poltrona cederà di schianto sotto il peso dei nostri discorsi, delle risate, di quando cerchiamo di starci tutt'e tre e finisce sempre che mi fanno il solletico.
Sono una brava portatrice, questo sì. Mi viene bene anche ridere e ho scelto una poltrona comoda, sono queste le mie referenze materne migliori.
Guardavo la foto e pensavo alla frase "mamma per sempre", che per me poco ha a che fare con la maternità vera e propria, ma di più con quell'impronta che hai sul corpo: sarò sempre un cuscino schiacciato, che se anche ti sprimacci per bene quella forma non va più via; anche quando starò sulle palle a Cig perchè non capisci niente e smettila di fare la buffona che io sono serio.
Guardavo la foto e ripensato alla paura che avevo lì, e ancora ho, di farlo cadere, di inciampare, che mica vuol dire necesariamente finire per terra, ci sono tanti altri modi per farsi male, altrettanti per proteggere. 
Questa foto, a differenza delle altre che mi propone FB, non è un momento passato, è un sempre.
Sarò sempre un cuscino.

mercoledì 6 settembre 2017

NoPanic, inizia la scuola


​Mancano pochi giorni e la scuola riprenderà.
Cig non vede l'ora, non per la scuola in sè, ma perchè sono giorni noiosi e perchè ha molta voglia di rivedere il suo maestro e i suoi amici.
Onestamente anch'io non vedo l'ora, le abitudini hanno in sè qualcosa di rassicurante un po' per tutti.
Quindi sì, siamo pronti ad affrontare il nostro secondo anno di elementari, tutti armati di buoni propositi e coltivazioni estensive di santa pazienza.

La novità di quest'anno è la certificazione delle vaccinazioni eseguite: ogni comprensorio scolastico ha dato una propria scadenza, in accordo con quelle imposte dal Ministero. 
Dirvi che ho capito bene bene cosa presentare no, ma recuperate il libretto vaccini, quello che avete messo chissà dove, perchè adesso avrà il suo momento di gloria, i famosi 15 minuti di notorietà. In questi giorni poi passate davanti alla vostra scuola: l'informativa generale viene esposta, di norma, all'ingresso dell'edificio scolastico.
Nella foto trovate la tabella sintetica dei vaccini obbligatori, per un rapido controllo (foto da mammeacrobate.com).
La parola d'ordine è NoPanic, entro il 31 ottobre, scadenza per la consegna della documentazione (che sia il libretto o l'autocertificazione) tutto sarà più chiaro. In caso contrario ci penserà la chat delle mamme a chiarire, proprio ieri si è improvvisamente riattivata in tutte le sue allegre notifiche. Luci e ombre, gioie e dolori del ritorno a scuola.

Per quanto ci riguarda, l'altra novità è che anche quest'anno cambieremo maestra. Questo mi disturba di più dell'elenco dei vaccini, a essere sincera.
La nostra è passata di ruolo e anche in altra città; lo stesso per la prima maestra dello scorso anno, che speravamo tornasse, ma invece andrà altrove. La discontinuità non ha molto di positivo, soprattutto per i più piccoli perchè si traduce anche in una discontinuità emotiva.
Così sì, siamo pronti, ma anche appena preoccupati, meno comodi alla partenza, diciamo così.

Cose che cambiano tra l'inizio della prima e seconda elementare.

Il primo giorno di scuola è un'emozione assoluta, se state entrando in prima elementare preparatevi ad avere il cuore gonfio di molte emozioni e godetevi il momento. Avete speso un patrimonio in cartella, astuccio e vario materiale, ma non ci avete fatto caso, anzi. Tutto per questo momento importante. Ancora non sapete del tragico destino dei temperini e delle gomme; ignorate il mondo parallelo in cui vivono le colle stick e i pastelli rossi; non avete idea della fragilità degli astucci, nè delle evasioni di massa di matite, colori, righelli. E' giusto così, sarà un anno di incredibili scoperte. Per voi dico, i bambini impareranno a leggere, niente confronto a ciò che imparerete voi.

Il primo giorno di scuola della seconda elementare è un'altra storia. Per tutta l'estate abbiamo lottato per i compiti delle vacanze; stabilito che lo zaino non sarebbe cambiato e così l'astuccio sopravvissuto all'anno precedente. Abbiamo stipato un'intera anta di armadio con colle, matite, gomme, righelli, pastelli rossi, confezioni superscorta in offerta di temperini, con l'idea che al limite aprirete un emporio domestico. Con cinismo che solo l'anno prima era inimmaginabile abbiamo comprato quaderni a pacchi, quelli che in copertina hanno peluche abbandonati, fiori appassiti o bamboline killer dai colori fluo, insomma i quaderni che nessuna madre in prima elementare comprerebbe, ma noi siamo di seconda e dobbiamo fare economia di scala, sappiamo cosa ci aspetta. Solo ieri ci siamo assicurate di avere ancora in casa i grembiuli dello scorso anno e deciso che certamente vanno bene, così a occhio e fretta.
Sarà un nuovo bellissimo anno, in bocca al lupo :)